La Scomparsa dei Terzi Spazi:


Integrazione di Interazioni Sociali Online e Offline

“...si pensa alla architettura come ibridazione tra natura, paesaggio e tecnologia, si cercano spazi come sistemi complessi sempre più interagenti perché l'Informatica ha cambiato e sta cambiando il nostro essere al mondo ed ha aperto nuove possibilità al nostro futuro.”  [1]


Nell’articolo in questione si analizza come nella terza ondata, con il trionfo dell’informazione, si sia giunti a nuovi, più efficienti modi di concepire spazio, natura e paesaggio. Di come la rinuncia a schemi passati, la liberazione da alcuni paradigmi superati abbia permesso all’architettura di aprirsi a nuovi significati e prospettive di funzionalità.


Tutto ciò, per quanto interessante, tende a omettere un altro grande cambiamento dovuto a questa rivoluzione informatica, cambiamento che le nostre generazioni faticano a metabolizzare: con la crescita dei social e degli spazi virtuali le interazioni sociali si stanno spostando sempre più da luoghi fisici a quelli virtuali. Le città diventano sempre più grandi e dispersive, mentre le comunità che un tempo erano alla base della catena sociale adesso scompaiono per lasciar spazio a un sempre crescente fenomeno di isolamento.


Siamo al cospetto di una vera e propria epidemia di solitudine.


Sulla Scomparsa dei Terzi Spazi


Tra i maggiori fattori contribuenti all’odierno isolamento sociale che la nostra generazione sta affrontando c’è sicuramente la scomparsa dei terzi spazi.


Per terzi spazi si intendono tutti quei luoghi accessibili al pubblico che favoriscono l'interazione sociale informale e la costruzione di comunità al di fuori di casa e del lavoro. Sono spazi di inclusività, creatività e connessione umana.


“Ciò di cui le aree urbane hanno disperatamente bisogno sono mezzi per le persone di riunirsi in modo facile, privo di spese, regolarmente e piacevolmente – il posto “della porta accanto”, un’alternativa reale alla televisione, escapismo dal matrimonio e dalla famiglia, che non necessitino di prendere l’automobile.” [2]


Perchè credo che questo sia rilevante nel contesto dell’articolo citato? Può essere molto suggestivo immaginare come l’Informazione possa far fronte, nel prossimo futuro, a questi fenomeni di isolamento, non negando ciò che la tecnologia ha portato bensì adattando e trovando nuovi modi in cui queste due, socialità virtuale e fisica possono, non solo coesistere ma supportarsi a vicenda.


Come può il nuovo paradigma informatico porre rimedio al problema dei terzi spazi e all’indebolimento delle interazioni sociali fisiche?


Sull’Integrazione tra Spazi Virtuali e Terzi Spazi Fisici


Nell'immaginare la futura evoluzione di questa crisi è quasi naturale pensare che il principio alla base del suo sviluppo debba essere non nell'eliminazione dei primi in favore dei secondi, come molti negazionisti del cambiamento tendono a sindacare: risulta una strada molto più ragionevole, e tanto più efficiente, quella di una connessione quasi simbiotica tra le due: due mondi in continuo dialogo che mutano e crescono insieme.


In sostanza la chiave potrebbe essere la creazione di comunità online con una forte associazione a degli spazi fisici locali in cui la stessa comunità può trovare “sede” e luogo di raccolta ricorrente. Così facendo si creerebbero dei veri e propri profili social di spazi fisici in cui tutti i principi dei terzi spazi possono prendere vita, consentendo a più persone di entrar a far parte di una comunità che invece di stagnare diventa versatile e aperta come non mai.


Stiamo attraversando una generazione di forti cambiamenti e di innovazioni strabilianti, tutto cresce a velocità fulminee, ciò che ci rimane da sperare è che la nostra società sia in grado di tenersi al passo, e far in modo di crescere con esse.



[1]. Antonino Saggio, "Nuove Sostanze; Manifesto della Rivoluzione Informatica", 2000 pp. 32-35 


[2]. Roy Oldenburg, The Great Good Place, 1989



Roy Oldenburg The Great Good Place